22 Luglio, 2019

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ARX160 Sportsline Umarex – Prima parte: la prova

ARX160 Sportsline Umarex – Prima parte: la prova

ARX160 Sportsline Umarex. Prima parte: la prova

Articolo tratto dallo speciale pubblicato su Soft Air Dynamics n. 55 (gennaio 2014). © Copyright by Nut sas, Fiscaglia (Fe). Proprietà letteraria e artistica riservata. Vietata la riproduzione totale o parziale di testi, fotografie e disegni pubblicati in questa pagina.

A cura dello staff tecnico

La replica del fucile d’assalto italiano Beretta ARX160, prodotta dalla S&T Armament di Hong Kong per il marchio tedesco Umarex, uscì per la prima prima volta sul mercato in versione Sportsline, configurazione carabina, tra il novembre e il dicembre del 2013. Come sempre, la nostra rivista ne aveva anticipato i dettagli con un ampio articolo d’anteprima basato sull’esame del prototipo (vedi Soft Air Dynamics n. 51, settembre 2013), ma fino all’uscita del modello di serie non era chiaro in quali e quante versioni la nuova ASG sarebbe stata fabbricata.

Il piano commerciale Umarex si concretizzò poi nella realizzazione, oltreché della carabina low cost – appunto l’AR160 Sportsline – anche dei modelli di fascia mid-cost ARX160 Elite (fucile full size) e ARX160 Pistol Elite (versione PDW type priva di calcio).

L’arma vera
Insieme al lanciagranate GLX160 – anch’esso sviluppato dalla Beretta – l’ARX160 rappresenta la componente combat di “Soldato Futuro”, un ambizioso e articolato programma di aggiornamento tecnologico finalizzato alla digitalizzazione delle forze terresti approvato nel 1999 dall’esercito italiano. Il fucile, costruito interamente in polimero e camerato per il 5,56 mm Nato, è destinato a sostituire l’ormai datato AR 70/90, rispetto al quale vanta doti di precisione, ergonomia, modularità e versatilità maggiori. L’arma è attualmente in dotazione alle FS (forze speciali) e FOS (forze per operazioni speciali) italiane schierate in Afghanistan, ma sembra che i nostri operatori (specialmente quelli FS) gli preferiscano di gran lunga i vari upgrade dell’M4… per cui il Beretta resterebbe a prendere la polvere in armeria.

Il nostro servizio
Abbiamo deciso di dedicare uno “speciale” alla versione più popolare della serie ARX16 Umarex: quella Sportsline. Il servizio si articola in tre parti: nella prima, recensiamo il prodotto presentando gli esiti delle prove tecniche a cui l’abbiamo sottoposto; nella seconda, illustriamo lo smontaggio completo della replica; nella terza, proponiamo un upgrade della meccanica.

La replica
Come accennato ,la replica dell’ARX160 è prodotta dalla S&T Armament di Hong Kong su licenza della tedesca Umarex, che ne detiene i diritti di produzione e la commercializza col proprio marchio sui mercati occidentali. Mentre le versioni Elite hanno la meccanica blowback, il gruppo outer barrel in metallo e il frame in nylon rinforzato, la Sportline non scarrella, ha la canna esterna in plastica (solo il frontalino è in metallo). In compenso, viene distribuita di serie con un corredo comprendente batteria (NiMH) e caricabatteria. Tutt’e tre le versioni sono disponibili sia in colorazione black che coyote tan

La replica è fedelissima al modello real steel, sia nel design che nell’assembling strutturale, per cui presenta lo stesso field strip dell’ARX160 vero, col frame scomponibile in due blocchi (lower receiver e upper receiver con paramano integrato) e canna a rapida estrazione. Ogni dettaglio è perfettamente riprodotto, dai loghi Beretta ai vari pulsanti e leveraggi, tutti rigorosamente ambidestri, compresa la manetta d’armamento, che può essere girata da un lato all’altro del frame.

Oltre al frontalino con anella girevole per tracolla e ai summenzionati comandi, la versione Sportline ha in metallo soltanto le due slitte portaccessori laterali, mentre i congegni di mira, entrambi flip-up, sono in plastica come il corpo del fucile (a parte il pin del mirino).

Il calcio telescopico, regolabile in lunghezza su sei posizioni, può essere abbattuto sul lato destro; al suo interno è ricavato l’alloggiamento per la batteria.

La replica è compatibile con tutti i caricatori standard Colt Marui vecchia serie, PMag compresi.

Qualità del prodotto
Se le plastiche sono adeguate alla fascia economica del prodotto, l’assemblaggio è invece a livello di eccellenza. La replica non tradisce giochi od oscillazioni di sorta, le parti sono costruite con accuratezza e gli accoppiamenti risultano precisi.

Buone le finiture, per quanto concesso da un prodotto low cost; solo qualche traccia di stampo da rilevare… ma niente di particolarmente “scandaloso”.

Destinazione d’impiego
L’ARX160 nasce come fucile d’assalto d’uso generico, senza vocazioni dichiarate, anche se l’impiego di una canna più o meno lunga può accentuare certe doti piuttosto che altre (maneggevolezza contro precisione di tiro, ad esempio). La replica va nella stessa direzione: qualunque sia lo scenario operativo o la tipologia di missione, difficilmente la vedrete come pesce fuor d’acqua.

Ergonomia e gestiIbilità
A qualcuno esteticamente piace, molti invece lo trovano tozzo e sgraziato; ciononostante, l’ARX160 risulta estremamente ergonomico e funzionale, facile da imbracciare e manovrare, rapido e istintivo nel puntamento (anche se il tipo di mire in dotazione alla replica è abbastanza invadente e per certi tiratori può risultare poco pratico), veloce e preciso nel cambio caricatore.

Nello specifico, la replica è ben bilanciata e abbastanza pratica da gestire; il cambio batteria è comodo e veloce, grazie all’agevole apertura del calcio, mentre la regolazione dell’hop-up, ancorché precisa, risulta piuttosto macchinosa, dato che richiede l’estrazione dell’outer barrel dal frame.

Meccanica e prestazioni
La replica monta un gear-box di terza generazione modificato, con molla e guidamolla a estrazione rapida, spinto da un motore hi-torque. Rispetto alla componentistica esterna, quella interna è realizzata con materiali di ottima qualità e il sistema è in grado di esprimere buone prestazioni – sostanzialmente allineate alla media di quelle rilevabili sugli elettrici mid-cost – come si evince dalle nostre tabelle. Tuttavia, il motore di serie è più lento del necessario, mentre la meccanica è poco scorrevole, così abbiamo pensato di sperimentare un upgrade che ci desse modo di valorizzare le potenzialità del sistema (vedi terza parte del servizio).

Consigli
Considerato il prezzo veramente accessibile, l’ARX16 Umarex è un buon prodotto, che vale la pena di migliorare ulteriormente con opportuni upgrade. A parte questo, consigliamo l’acquisto di una scatola di caricatori monofilari e una buona cinghia di trasporto; da valutare anche il montaggio di un red dot sight e di una vertical foregrip short type Magpul.

Acquisto in rete
L’ARX160 Sportsline Umarex è acquistabile su Amazon nelle seguenti varianti:
Black
Desert
Black value package

Veduta del frontale.

Il calcio completamente esteso.

Il calcio può essere abbattuto anche quando esteso alla massima lunghezza.

Il vano batteria è nel calcio.

La finestra dell’otturatore non consente un’agevole accesso al registro di regolazione dell’hop-up.

La manetta d’armamento può essere girata da un lato all’altro del frame, consentendo un’agevole manovra d’armamento anche ai tiratori mancini. Tutti i pulsanti e i leveraggi del modello sono ambidestri. (Clicca sull’immagine per ingrandirla)

Il pulsante del bolt catch (funzionante) è situato sotto il ponticello.


Il selettore di tiro con le tre modalità disponibili: full-auto (R), semi-auto (1) e sicura (S).

I pulsanti del magazine catch si trovano in posizione speculare sui lati sinistro e destro del frame.

Il top rail della replica visto da sopra. (Clicca sull’immagine per ingrandirla)

Il mirino chiuso e aperto. Il congegno ha il pin di collimazione (in metallo) regolabile in alzo.

La tacca di mira è provvista di fori diottrici convertibili. Nella foto a sinistra, il congegno abbattuto.

Il logo ufficiale Beretta impresso sul lato destro del frame.


Il logo ufficiale Beretta impresso sul lato sinistro del frame.

(Clicca sull’immagine per ingrandirla)

About The Author

è l'unica rivista mensile a diffusione nazionale interamente dedicata allo "sport del 21° secolo": il soft air, gioco di squadra che riunisce in sé le discipline del combattimento a fuoco simulato.

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