18 Novembre, 2019

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La guerra “metabolizzata” dagli alberi di Leningrado

La guerra “metabolizzata” dagli alberi di Leningrado

Vi proponiamo alcune foto molto suggestive scattate nei boschi di Nevsky Pyatachok, l’area in cui, tra il 1941 e il 1942, i soldati sovietici crearono una testa di ponte sul fiume Neva al fine di rompere l’assedio germanico di Leningrado (oggi San Pietroburgo).

La parola russa pyatachok significa “monetina da 5 copechi” e viene usata metaforicamente per indicare un’area molto piccola. A Nevsky Pyatachok, in uno spazio di appena 1,5 chilometri quadrati, le truppe della Wehrmacht ebbero 160 mila caduti, quelle dell’Armata Rossa 260 mila.

Ancor oggi, nei boschi della zona, è possibile imbattersi nei residuati di armi ed equipaggiamenti – soprattutto russi, ma anche tedeschi – utilizzati dalle truppe che vi combatterono, spesso inglobati negli alberi che nel frattempo sono cresciuti.

Dopo la seconda guerra mondiale, Nevsky Pyatachok è divenuta una specie di santuario per i russi e fa parte del complesso di memoriali che costituisce la “Cintura Verde” di San Pietroburgo.

Image credits: dasBILD

Un elmetto sovietico infisso in un arbusto.
I resti di un fucile inglobati dalle radici di un albero.
Un altro elmetto perforato da una giovane pianta.
Una vanghetta conficcata in un tronco.
Questa granata a frammentazione probabilmente è ancora attiva.
Quest’albero ha fermato un proietto da campagna da 75 mm.
L’ennesima pianta provvista di elmetto.
Una mitragliatrice russa PM M1910 fa capolino dal terreno.

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è l'unica rivista mensile a diffusione nazionale interamente dedicata allo "sport del 21° secolo": il soft air, gioco di squadra che riunisce in sé le discipline del combattimento a fuoco simulato.

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