24 Luglio, 2021

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Mercenari africani addestrati a Melfi? Solo balle! (Video)

Mercenari africani addestrati a Melfi? Solo balle! (Video)

L’ex zuccherificio di Melfi.

Nota della nostra redazione: come volevasi dimostrare, i sospetti da noi espressi in merito alla notizia di un presunto addestramento d’immigrati africani a Melfi, curato nientemeno che dall’arma dei carabinieri con la finalità di creare una “legione straniera italiana”, erano fondati. Ma non ci voleva molto per capirlo: la storia non stava né in cielo né in terra. Vi proponiamo dunque il seguente articolo tratto da “Il Quotidiano del Sud”, che riporta la categorica smentita dell’assurda notizia.

Nell’ex zuccherificio a Melfi nessuna Legione straniera ma solo… balle

Smentita categoricamente la notizia della presenza di un centro di addestramento militare per cittadini nigeriani curato dall’Arma dei carabinieri. Il gestore: «Qui solo softair»

Articolo di Giovanni Rosa per Il Quotidiano del Sud

Melfi (Pz), 5 luglio 2021 – «Soltanto attività di softair, ma nulla a che fare con le attività del centro di accoglienza».

Antonio Annale amministratore del villaggio Piaggio e referente che gestisce il centro di accoglienza all’interno del complesso, è arrabbiato. Suo malgrado l’area che gestisce è al centro di una serie di notizie che lui stesso definisce «bufale» e «infondate» e che stanno facendo il giro su molti siti.

Qualche giorno fa l’avvocato Augusto Sinagra sul proprio profilo Facebook ha lanciato la bomba. Secondo il legale nell’area dell’ex zuccherificio del Rendina ci sarebbe «a cura dell’Arma dei Carabinieri attività di istruzione e addestramento militare di cittadini extracomunitari (provenienti da Stati africani, specificamente dalla Nigeria)».

All’ex zuccherificio ci siamo andati. È un’area quasi del tutto bonificata e della vecchia struttura rimane solo una guardiana. Attualmente è un deposito di balle da fieno. Il villaggio Piaggio dista qualche centinaio di metri dall’ex zuccherificio. Al suo interno vi è un centro di accoglienza gestito da una cooperativa. Attualmente sono ospitate 46 persone provenienti principalmente dal centro dell’Africa. Sono ospitati anche bengalesi e pakistani. Poi ci sono abitazioni di privati cittadini e infine due palazzine con 24 alloggi completamente disabitate.

E proprio su queste due palazzine si sarebbe costruito il teorema del campo di addestramento. «Prima del lockdown», ci spiega ancora Annale, «ogni tanto la domenica davo gratuitamente a delle associazioni riconosciute dal CONI l’area su cui insistono queste due palazzine per fare “softair». Nulla di più. Nessun centro di addestramento. Niente di niente. E poi i ragazzi del centro di accoglienza non hanno mai avuto nessun contatto con queste persone. Non capisco come si possa montare una cosa del genere senza fare le dovute verifiche».

Insomma si tratterebbe di un grande montatura. Nessun centro di addestramento di carabinieri, ma solo attività di softair di semplici appassionati che vogliono passare una domenica diversa dalle altre.

Per leggere il precedente articolo riportante le illazioni smentite da “Il Quotidiano del Sud”, CLICCA QUI.

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è l'unica rivista mensile a diffusione nazionale interamente dedicata allo "sport del 21° secolo": il soft air, gioco di squadra che riunisce in sé le discipline del combattimento a fuoco simulato.

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