27 Settembre, 2022

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Paraplegico dopo incidente di soft air, ma non ha perso la speranza

Paraplegico dopo incidente di soft air, ma non ha perso la speranza

Elia Mugnai, il giovane di Cavriglia (Ar) che ha perso l’uso delle gambe dopo un incidente di soft air.

Nota della nostra redazione: come in tutti gli sport outdoor, anche nel soft air può capitare un incidente grave, tanto grave da mutare il corso dell’esistenza di coloro che ne vengono coinvolti, costringendoli a intraprendere una lunga lotta contro la sofferenza e il disagio. A volte si tratta di fatalità, e a poco serve, quindi, raccomandare attenzione e prudenza: la vita, molto spesso, è un cammino imprevedibile. Ma c’è qualcosa che può renderci più forti della sciagura, ed è la speranza: quella straordinaria capacità dell’uomo di confidare nella possibilità di realizzare i propri desideri e le proprie aspettative. Una virtù meravigliosa, di cui Elia – protagonista della storia che riportiamo a seguito, pubblicata da “Arezzo Notizie” – si è fatto alfiere e testimone per tutti noi. Tieni duro, Elia, il tuo coraggio e la tua determinazione saranno sicuramente premiati.

Elia e il sogno di tornare a camminare: «Paralisi dopo un incidente, adesso la speranza data da una ortesi meccatronica»

La storia di un giovane aretino che nel 2018 ha riportato una lesione midollare: da allora grazie alla fisioterapia le sue condizioni sono migliorate. Potrebbe tornare a camminare con moderne protesi, ma i costi sono alti

Articolo tratto da Arezzo Notizie

Cavriglia (Ar), 2 febbraio 2022 – Ha un sorriso carico di speranza e lo sguardo di chi, a soli 24 anni, con quegli occhi ha già visto tanto della vita. Elia Mugnai è un ragazzo originario di Cavriglia di 24 anni e in questi giorni sta portando avanti una battaglia speciale: trovare i soldi necessari per tornare a camminare grazie al supporto di un esoscheletro. Nel 2018, infatti, il giovane ha avuto un terribile incidente che gli ha causato una lesione midollare con conseguente paralisi degli arti.

Elia è anche affetto da emofilia e l’intera comunità degli emofilici italiani si è mobilitata. In particolare le due principali organizzazioni di pazienti nazionali, Fedemo e Fondazione Paracelso, e molte associazioni locali hanno contribuito alla raccolta raggiungendo la cifra di 99 mila euro. «È un ottimo risultato ma non è sufficiente», spiega FedEmo. «Per far sì che Elia possa acquistare il dispositivo dobbiamo raccogliere altri 55 mila 440 euro. Per questo abbiamo organizzato un crowdfunding nella speranza che, con il contributo anche piccolo di tante persone, si possa raggiungere presto l’obiettivo».

La raccolta – come già accaduto anche per la piccola Thalia – è partita sulla piattaforma GoFundM.

La storia di Elia

A raccontare la sua storia, in un toccante video, è lo stesso Elia.

Era il luglio del 2018 ed Elia stava praticando soft air con alcuni amici quando avvenne l’incidente. Si trovava sulla sommità di un edificio, non si era accorto che un cornicione era pericolante. È stato sufficiente un passo falso per farlo precipitare per quattro metri. «Atterrai sulla schiena e riportai una frattura alla colonna vertebrale».

In seguito all’incidente, Elia fu trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Careggi di Firenze: qui fu sottoposto ad un intervento neurochirurgico di stabilizzazione per poi essere trasferito all’Unità Spinale. Purtroppo aveva subito una lesione midollare traumatica che aveva causato la paralisi degli arti inferiori.

«Da quel momento Elia», spiega FedEmo nella pagina web dedicata alla raccolta fondi, «ha intrapreso un lungo percorso di riabilitazione anche attraverso l’utilizzo di strumenti come l’esoscheletro e il Lokomat, dimostrando di poter ottenere notevoli miglioramenti sia dal punto di vista funzionale che del benessere fisico in generale».

Il 24enne non si è mai arreso di fronte alle difficoltà ed è riuscito a raggiungere il livello di forza e controllo muscolari necessari all’utilizzo di un dispositivo che gli consentisse di camminare in autonomia. 

«Da circa un anno e mezzo sto facendo fisioterapia in una struttura di Viciomaggio», spiega. «Da quando ho scoperto, facendo da solo delle ricerche, che esiste questa possibilità di utilizzare un esoscheletro robotizzato. Tutto però deve partire dai miei movimenti, per questo sto continuando le terapie, per rinforzare la muscolatura e poter tornare a camminare. Il mio sogno del cassetto? Quello di poter fare una passeggiata mano nella mano con la mia fidanzata, di poter portare a spasso il cane, tutto sulle mie gambe. Sembra poco, ma visto il futuro che mi era stato prospettato, riconquistare la normalità è un grande obiettivo».

Nel suo percorso Elia ha contattato l’azienda Ottobock di Firenze, che produce un sistema ortesico chiamato C-Brace. In questo periodo ha sostenuto importanti sacrifici economici che hanno però consentito la messa a punto di avanzate protesi bioniche personalizzate, che potrebbero rappresentare per lui una possibilità reale di tornare a camminare.

Il giovane è stato ricoverato anche in una clinica di Brescia, dove l’équipe medica che ha messo a punto le protesi, lo ha sottoposto ai test per le necessarie valutazioni cliniche durante l’uso del C-Brace: gli esiti sono stati pisitivi e hanno permesso di stabilire “che i tutori sono adeguati alle condizioni di Elia e rispondenti ai suoi desideri: gli permettono infatti di compiere tragitti medio-brevi e favoriscono l’attività muscolare residua”.

Le note dolenti però arrivano parlando di costi. La spesa complessiva sarà di 140mila euro (oltre a 14.440 euro per il noleggio durante il periodo di prova) ed è una spesa che la famiglia del giovane non riesce a sostenere.  

«Da qui la volontà di intraprendere una raccolta fondi a suo favore per permettere l’acquisto degli ausili a lui necessari», spiega FedEmo.

Intanto Elia continua ad allenarsi, col sorriso sulle labbra, e la voglia di riconquistare la sua quotidianità.

SE DESIDERI CONTRIBUIRE ALLA RACCOLTA FONDI PER ELIA, CLICCA QUI

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è l'unica rivista mensile a diffusione nazionale interamente dedicata allo "sport del 21° secolo": il soft air, gioco di squadra che riunisce in sé le discipline del combattimento a fuoco simulato.

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