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Testimonianze di una guerra… “geniale”

Si celebra alla prossima edizione di Militalia, in programma nei giorni sabato 21 e domenica 22 ottobre 2023 al Parco Esposizioni Novegro, la grande tradizione dell’Arma del Genio.

L’opinione pubblica del nostro Paese spesso identifica l’attività di questo Corpo armato dello Stato in prevalente azione di supporto per la società civile in tutti gli eventi catastrofici subiti nel corso del tempo.

È indubbio che, solo riferendosi al dopoguerra, in una gerarchia incompleta dei fatti più drammatici come l’alluvione del Polesine nel 1951, il disastro del Vajont nel 1963, di cui ricorre oggi il sessantesimo anniversario, il terremoto del Friuli nel 1976, quello dell’Aquila nel 2009 e, ultima nel tempo, l’alluvione in Emilia-Romagna nel 2023, l’aiuto delle Forze Armate in tutte le loro articolazioni è stato spesso determinante.

Soprattutto se si considera che, fino al cataclisma del Friuli, la Protezione Civile quale istituto specifico dello stato ancora non esisteva e quindi tutto il carico del soccorso gravava sulle spalle degli uomini con le stellette. Tuttavia, è quanto mai opportuno ribadire e far conoscere l’insostituibile funzione militare di questa Arma in quanto essa non nasce certo come istituzione “umanitaria”, come invece lo è la Croce Rossa istituita nel 1863 in Svizzera. Nel DNA dei genieri c’è infatti la posa delle mine offensive così come il loro disinnesco, e il loro lontano Eroe fu quel Pietro Micca che, minatore dell’Esercito Sardo, immolò se stesso nell’esplosione della Cittadella di Torino per fermare l’irruzione dei granatieri francesi. Poi sono arrivati l’Esercito nazionale e le due Guerre mondiali, in cui l’Arma del Genio ha fornito una massa imponente di supporti e soluzioni logistiche a partire dalla prima, nella quale gli approntamenti bellici costituirono anche un lascito importante per i territori della società civile. Alla vigilia della seconda, i Reggimenti genieri, moltiplicatisi per specialità, erano già mirabilmente impegnati in regioni decuplicate per ampiezza: quelle conquistate dal nuovo Impero italiano.

Nei vari teatri di guerra i genieri non furono secondi a nessuno in valore e fedeltà alla Bandiera. In nord Africa come sul fronte orientale, i Guastatori in particolare, furono sempre a fianco delle truppe combattenti prendendo parte viva e diretta a tutte le operazioni più complesse. Ne sono testimonianza le Medaglie alla Bandiera di Guerra ottenute nel corso del 1° e 2° conflitto mondiale e le decorazioni assegnate a ufficiali e semplici soldati. Poco cambia sul versante civile dove, in continuità ideale, in epoca più recente, si registra la Medaglia al Valore dell’Esercito concessa nel 1976 con questa significativa motivazione: «Fedele alle tradizioni di silente operosità e nel segno di una generosa solidarietà, al verificarsi del sisma tellurico che devastava la Regione del Friuli, rispondeva al disperato appello delle sue popolazioni intervenendo tempestivamente sin dal primo momento e senza interruzione con la quasi totalità degli uomini e dei mezzi disponibili nell’area epicentrata. Scavando e sgombrando le macerie, riusciva a salvare numerose vite umane, realizzando immediati e complessi collegamenti rendeva possibili e più agevoli l’organizzazione dei soccorsi e il contatto costante con le popolazioni colpite, montando rapidamente ponti metallici, ripristinava la viabilità su rotabili di vitale importanza, rimuovendo frane ingenti, permetteva il transito per località isolate con la sistematica demolizione degli edifici irreparabilmente danneggiati, il puntellamento di quelli lesionati e l’organizzazione di tendopoli, creava possibili condizioni di vita ai sopravvissuti. Avuto successivamente l’incarico di provvedere per il provvisorio ricovero dei senzatetto, si sottoponeva a durissimi periodi di lavoro in zone isolate, impervie e fortemente innevate riuscendo a portare a termine il programma alla scadenza prefissata. Meritava così l’ammirata riconoscenza di tutti i friulani, ai quali infondeva forza e fiducia per la ricostruzione della loro terra straziata. Terremoto del Friuli 1976».

Dagli anni Cinquanta in poi l’Arma del Genio è interessata da una ulteriore riorganizzazione. Separata la neocostituita Arma delle Trasmissioni, viene così suddivisa nei seguenti Reparti: Reggimento Genio Ferrovieri, Reggimento Genio Pontieri, Reggimento Genio Pionieri, Centro di Eccellenza Counter IED (ex Scuola del Genio). Una lunga vicenda quindi, luminosa e complessa, che verrà riassunta nell’incontro previsto per le 14 di sabato 21 ottobre nell’ agorà del padiglione C del Parco Esposizioni, con l’intervento di insigni esperti militari quali il Gen.B.Alfonso Miro C.te del Comando Militare Esercito Lombardia, proveniente della Specialità delle Trasmissioni e il Gen.C.A. (Ris.) Antonio Li Gobbi, già Ufficiale dei Guastatori e responsabile di prestigiosi incarichi internazionali.

Nel corso dell’evento verrà presentato anche il libro Avanti per la vita, incentrato sull’Arma del Genio dall’origine ad oggi e scritto dal Prof.Gianluca Tirloni, anch’egli ospite di riguardo dell’iniziativa. A Militalia saranno presenti gli stand dell’Ufficio Storico dello S.M.E., del C.M.E. Lombardia, del 2° Genio Pontieri, del Genio Ferrovieri e del 10° R.gt. Genio Guastatori.

Sempre presso l’agorà, verranno esposte diverse uniformi dei genieri del periodo storico che va dal 1895 al 1961.

Durante la manifestazione, inoltre, come di consueto, verrà dato spazio a memorabilia militari di ogni genere, a espositori specializzati in prodotti per il softair (all’interno del Salone Nazionale del Softair nel padiglione D) ad associazioni di rievocazione storica (antichi romani, celti e vichinghi) e alla rassegna commerciale Culter Expo (focalizzata sul vasto mondo della coltelleria).

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