22 Settembre, 2021

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Nelle aree dismesse si gioca a soft air? Va benissimo!

Nelle aree dismesse si gioca a soft air? Va benissimo!

L’ex zoo di Montalenghe, in provincia di Torino, oggi usato per lo più dai giocatori di soft air.

Nota della nostra redazione: nell’articolo che segue, pubblicato da “La Sentinella del Canavese”, si lamenta giustamente lo stato d’abbandono, e dunque lo spreco, di aree e strutture pubbliche presenti nel Torinese, che potrebbero essere opportunamente ristrutturate e riusate a beneficio della collettività. Alcune di queste, attualmente, vengono utilizzate da squadre di soft air per lo svolgimento dei loro game. Poco male, signori: la presenza dei softgunner, come dimostrano tanti casi analoghi in Italia, rappresenta un deterrente contro vandali, spacciatori e vagabondi, oltre a garantire la pulizia dei siti!

Preventorio, zoo, Telecittà: aree in cerca di riscatto

La villa seicentesca di proprietà di ASL/TO4 e Inps a Orio oggetto di aste deserte. A Montalenghe nello spazio che ospitava animali e go-kart ora si gioca a softair

Articolo di Valerio Grosso per La Sentinella del Canavese

Orio Canavese (To), 26 luglio 2021 – Gli edifici abbandonati non mancano. Ce ne sono ovunque. Da immobili di pregio lasciati al loro destino a capannoni che hanno ospitato attività economiche. I più conosciuti nell’arco di una manciata di chilometri tra il calusiese e il basso canaese si trovano nei Comuni di Orio Canavese, Montalenghe, San Giusto e San Giorgio Canavese. Sono l’ex Preventorio (Orio), l’ex-zoo Arca di Noè (Montalenghe), l’ex albergo di Telecittà (San Giusto Canavese), l’ex stabilimento Pininfarina (San Giorgio Canavese). Tutti sono ampi porzioni di terreno edificabili, industriali, dotati di parco e terreni che da decine di anni purtroppo giacciono abbandonati e che, nonostante svariati tentativi di recupero e progetti, nulla è stato possibile fare.

L’ex Preventorio, situato sulla sommità della collina morenica al confine tra i comuni di Montalenghe e Orio, è una villa seicentesca attorniata da un meraviglioso parco. Nata come castello e residenza nobiliare, nel 1949 la struttura era stata adibita a “Preventorio per convalescenza dalle malattie polmonari”, con questa destinazione proseguì a ricoverare ed assistere bambini, principalmente malati di tubercolosi, fino al 1979. Dopo alcuni anni in cui fu utilizzato come sede dell’Usl locale, l’azienda sanitaria, l’edificio venne definitivamente abbandonato all’inizio degli anni ’80. «Da quando fu abbandonato abbiamo assistito ad un lento ed inesorabile declino – racconta la sindaca di Orio Erika Ferragatta – nei primi anni è stato soprattutto il saccheggio a decretarne una rapida usura. I ladri entravano indisturbati nella struttura e portavano via di tutto, dai mobili, alle apparecchiature mediche, fino alle lastre di marmo e pietra delle scale interne. Oggi il sito è in rovina, la villa è inagibile, anzi è molto pericoloso entravi e invito i curiosi a stare alla larga per la loro incolumità. Da molti anni l’amministrazione tenta di avviare programmi di recupero, una delle maggiori difficoltà è legata alla proprietà dell’area. Una parte appartiene all’ASL/TO4 e una parte all’Inps. Il Comune non ha competenza ma cerchiamo ugualmente di sollecitare il recupero di questo bene. Progetti se ne sono fatti molti, da una struttura ricettiva ad una RSA, ma ciò che manca sono gli investitori in grado di crederci e realizzare. Attorno al Preventorio c’è molto interesse e anche curiosità, negli anni di abbandono è stato utilizzato da squadre di softair, per esercitazioni militari e infine dai ghost hunter per cercare presenze sovrannaturali. Noi speriamo un giorno di sistemarlo e farlo rinascere perché gli oriesi sono molto legati a questo luogo e crediamo nelle sue potenzialità». L’Asl/To4 ha bandito almeno due aste per la vendita dell’edificio, ma sono sempre andate deserte.

Per quanto concerne l’ex-zoo di Montalenghe si trova nella parte sud del paese. Ha visto la sua epoca d’oro fino agli anni ’80, oltre allo zoo con un laghetto e molti animali anche esotici, c’erano un ristorante e una pista di go-kart. Il declino giunse alla fine degli anni ’90 e da più di vent’anni è abbandonato. L’ultimo tentativo di recupero era avvenuto da parte di una cordata di imprenditori che faceva capo al patron della vicina Telecittà che 2005 voleva creare un parco tematico basato sulle auto chiamato Motorlandia. Furono acquisiti i terreni e fu fondata la Motorlandia spa, ma il progetto non vide mai la luce. Oggi l’ex-zoo, in attesa di sviluppi, è il terreno di gioco per le squadre di softair.

Più recenti e legati al declino industriale dell’area sono i casi dell’albergo di Telecittà di San Giusto e della ex Pinifarina di San Giorgio. A Telecittà si giravano fiction divenute famose come Centovetrine: oltre agli studios un hotel, spa e ristorante. Il declino del complesso è recente, appena sette anni fa. Eppure a chi oggi si reca sul posto sembrerà abbandonato da decenni, spogliato e saccheggiato. Ad oggi non sembrano esserci prospettive di recupero.

Per la Pininfarina di San Giorgio Canavese, chiusa definitivamente nel 2013, alcuni anni fa si era parlato di riaprire la fabbrica per la produzione di auto elettriche, ma è stato un breve miraggio (Bolloré era interessata solo alla Pininfarina di Bairo). Oggi i suoi capannoni industriali sono deserti e spesso visitati dai ladri che cercano ancora macchinari e materiali di qualche valore e hanno razziato tutte le parti in metallo.

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è l'unica rivista mensile a diffusione nazionale interamente dedicata allo "sport del 21° secolo": il soft air, gioco di squadra che riunisce in sé le discipline del combattimento a fuoco simulato.

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